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Visualizzazione dei post da gennaio, 2021

TANZANIA ; L' ARTE DEL RICICLO

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 Vi immaginate fino a che punto si ricicla in questo paese, sono capitato per caso in un posto del mercato di Arusha, dove a colpi di mazza con grande abilità si ricavano oggetti per tutti gli usi, persino una valigia di metallo, piccole stufe, da un cerchione si ottiene un barbeque, braceri, mestoli, pentole, lampadari, il tutto usando vecchie lamiere d' auto accidentate e altri materiali come fogli di alluminio che a sua volta provengono dalle lattine riciclate.

IN UN VILLAGGIO DELLA TANZANIA

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La pianta del caffe   Se pensavate che fossi morto dopo un po di tempo che non vi davo mie notizie, ebbene lo pensavo anche io di essere morto quando al mattino mi sveglio e vedo il paradiso intorno a me. Mi sono installato in questo villaggio a 1.500 m. sugli altipiani della Tanzania alle pendici del Kilimagiaro, in una “ farm “ fattoria, immersa nel verde, con banani, le piante del caffè, dove al mattino ti preparano la colazione con il latte appena munto, il caffè tostato al momento, il miele della fattoria, frutta come ananas, banane, avocado raccolti in giornata. Sono completamente fuori dal mondo tossico che ci ha avvelenato e tolto il piacere delle cose semplici, qui la gente ti saluta sempre e non manca il sorriso, farò fatica a lasciare questo paradiso fatto di cose semplici e povera gente che ti trasmette tanta serenità.  // If you thought that I was dead after some time that I did not give you my news, well I also th...

FELEICITA' AFRICANA

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Ho girato per villaggi sperduti della Tanzania, ho viaggiato sui loro mezzi stracarichi di persone e merci, respirato gli odori della gente che vivono in capanne, ho condiviso il loro cibo, una cosa mi ha colpito, sempre ho incontrato bambini allegri che ti sorridono e ti salutano in allegria, ragazzini che appena spiccicano con fatica una parola d' inglese ti fermano, la vista di un bianco è quasi un avvenimento. Qui non ci sono depressi, non ci sono psicologi, non prendono medicine, si curano con le erbe, non ci sono classi sociali, tutti vivono la stessa condizione, non c' è tecnologia, non ci sono invidie, non ci sarebbe niente da invidiare, ci si aiuta reciprocamente, la domenica è un giorno come un altro, lavorano duro la terra, quando hanno risolto il problema del mangiare hanno risolto tutti i problemi. Non hanno niente ma hanno la felicità.  

ILMERCATO DEGLI SCHIAVI A ZANZIBAR // SLAVE MARKET IN ZANZIBAR

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Stone Town ospitava uno degli ultimi mercati di schiavi aperto al mondo, presieduto da mercanti arabi sino a quando non fu chiuso dagli inglesi nel 1873. Gli schiavi venivano spediti qui con navi dalla terraferma stipati così strettamente che molti si ammalavano emorivano e venivano gettati in mare. Sotto questa cantina che vedete dozzine di schiavi venivano segregati senza cibo con catene e senza servizi igenici, in questo posto angusto dopo pochi minuti si prova un' atmosfera irrespirabile velenosamente oprimente. Quando venivano messi in vendita venivano legati ad un albero e frustati per provare la loro resistenza fisica. Vi risparmio altre angherie che subivano credo sia abbastanza per farvi un'idea.